lunedì 3 giugno 2013

Tartare di avocado, cetriolo, olive + Good things project #6

..La Sissa, pur fortemente turbata dalla pioggia a secchi rovesci presa durante il tragitto in bici per recarsi in ufficio, ha gioito:
- dell'arrivo del divano nuovo, sempre mini, ma con personalità.
..Eccovelo valà ;-)


- del suo primo acquisto su Etsy;
- della nascita di Bianca e della corsa in ospedale per vederla appena nata;
- di un giro in bici con la metà nella vicina campagna, improvvisato per vincere la pigrizia di domenica sera ma che, apertasi la giornata proprio nelle ore del tramonto, si è rivelato (complici i colori della natura illuminati da un sole che non si vedeva da troppo) piacevole e romantico;
- di questo momento di relax col portatile (metà da un lato e tisana da sorseggiare dall'altro), finalmente a scrivere il post.

Quest'anno ha preso in simpatia l'avocado che, anche se non è proprio a kilometro zero, sceglie biologico.
Durante uno dei suoi rimunginamenti che precedono il pranzo del finesettimana, è incappata in un blog mai visto e lì è rimasta folgorata da questa ricetta:



Ingredienti:

- avocado: 1
- cetriolo: 1
- olive taggiasche: un cucchiaio
- cipollotto: 1
- germogli di alfa alfa
- gomasio
- succo di un limone
- olio e.v.o.
- sale e pepe

Procedimento:

sbucciate l'avocado ed il cetriolo e tagliateli insieme alle olive a quadretti piccoli; tritate finemente anche il cipollotto e raccogliete il tutto in un’insalatiera, unitamente ai germogli ed al gomasio.
Aggiungete un cucchiaio di vinagrette per condire (preparata sbattendo insieme un pò di olio e.v.o, limone, sale e pepe) e mescolate.
Con l'aiuto di un anello d'acciaio formate delle tartare al centro del piatto. 
Prima di togliere l'anello pressate bene con un cucchiaio in modo da compattare bene la tartare.
Se piace, servite la tartare con della salsina allo yogurt preparata miscelandolo con olio e.v.o., limone, sale ed erba cipollina.
Cercate di preparare la tartare solo poco prima del consumo perchè l'avocado tende ad ossidarsi.

Buon inizio di settimana  :)

mercoledì 22 maggio 2013

Vegan chocolate banana cheesecake + Good things project #5

Nello spazio temporale che intercorre tra la pubblicazione di un post e l’altro, accadono semplici lieti eventi; spero che leggere questa mia nuova raccolta non vi dispiaccia:

- partecipare ad un corso di panificazione con pasta madre;
- la sorpresa di un dono inaspettato *dall’insegnate di yoga* proprio il giorno che dentro di me covavo l’infantile desiderio di riceverne uno;
- la metà che mi viene a prendere sotto l’ufficio in bici al termine della giornata lavorativa con un mazzo di rose rosa raccolte nel giardino di mamma;
- il tradizionale ritrovo annuale tra condomini per una pizza in allegria;
- trascorrere una domenica a pranzo in un agriturismo-az. agricola biologica-farm house scovato in mezzo alla campagna poco distante da casa ed avere l’impressione di essere in vacanza;
- andare a trovare un’amica a poche settimane dal parto nella casa rurale che la ospita in mezzo ad un bellissimo parco e respirare un’atmosfera d’altri tempi e magica;
- la pizza con pasta madre fatta dalla metà: insuperabile! 


- un trancio di pizza avanzato m-i-r-a-c-o-l-o-s-a-m-e-n-t-e dalla sera precedente che mi ha gratificato il pranzo infrasettimanale facendomi sentire un po’ teen-ager;
- i gelsomini in terrazzo carichi di fiori che sono uno spettacolo meraviglioso a tutte le ore del giorno;
- le mie sperimentazioni dolci vegane e, quindi, questa torta:



Ingredienti:

per la base:
- farina integrale: 65 gr
- cacao amaro in polvere: 20 gr
- olio di riso: 50 gr
- sciroppo d'acero: 50 gr
- latte di soia: 27 gr
- bicarbonato: 1/4 di cucchiaino
- sale: un pizzico
- vaniglia: un baccello

per il ripieno:
- silken tofu (o yogurt di soia naturale lasciato scolare per 12 ore): 115 gr
- una banana: 115 gr
- sciroppo d'agave: 75 gr
- buccia grattugiata di un limone biologico
- farina tipo 0: 16 gr
- amido di riso: 16 gr
- sale: un pizzico
- cioccolato fondente: 15 gr

Procedimento:

per la base:
in una ciotola mescolate bene tra loro gli ingredienti asciutti (farina integrale, cacao in polvere, bicarbonato, sale, i semini contenuti nel baccello di vaniglia). 
In un’altra ciotola raccogliete gli ingredienti umidi (olio, sciroppo d'acero e latte di soia) e miscelateli aiutandovi con una frusta.
Versate la miscela liquida in quella asciutta, mescolando delicatamente con una spatola quanto basta per amalgamarli.
Distribuite l’impasto (livellando bene la superficie con una spatola) su una teglia rotonda di 18 cm di diametro leggermente oliata ed infarinata ed infornate in forno già caldo a 170° C per 10 minuti.

Per il ripieno:
inserire nel mixer il silken tofu (o lo yogurt), la banana, lo sciroppo d'agave e la buccia grattugiata del limone e miscelare per qualche secondo, finché morbido. 
Aggiungere poi la farina e l'amido di riso ed amalgamare sempre nel mixer qualche secondo.
Nel frattempo fate sciogliere a bagnomaria il cioccolato fondente spezzettato; poi lasciatelo intiepidire.
Trascorsi i 10 minuti di cottura della base del dolce (anche se la superficie non è  ben cotta, ma si è comunque asciugata e solidificata), estraete la torta dal forno e riempitela velocemente con il ripieno (che dev'essere, quindi, già pronto) livellando la superficie (che deve essere sottile) con una spatola.
Versate su questa il cioccolato fuso mescolando le due creme con un cucchiaino, facendo attenzione a non toccare la base.
Infornate e continuate la cottura a 180° per altri 18-20 minuti finché il ripieno si è solidificato.
Lasciare raffreddare prima di servire la torta.

E' migliore dopo averla conservata in frigo per qualche ora.

(ispirazione da: The joy of vegan baking - Colleen Patrick-Goudreau)


Buona giornata :)

mercoledì 1 maggio 2013

Vegan lemon bars + Good things project #4

La dose extra di giornate di festa di questo periodo mi permette di mettere in piedi questo nuovo aggiornamento con ricetta collaudata veramente sfiziosa ;-) che ci tenevo a condividere nonostante la fetta della foto che voleva essere barretta per meglio interpretare il dolce originale! Nessuno si formalizzerà di questo particolare all'assaggio..

Quanto ai giorni trascorsi, mi piace ricordare:
- una godereccia ed allegra cena casalinga tra donne in occasione della festa di compleanno di una carissima amica (..quando la prossima???);
- l'arrivo di nuovi libri di pasticceria vegana, ma in inglese, cosa che mi ha stimolato ad allenare le nozioni -haimè- scolastiche, imparare nuovi vocaboli e rispolverare la lingua;
- mettere a dimora nel terrazzo una quinta pianta di gelsomino ed un paio di lavanda inglese: le ammiro e mi compiaccio;
- l'insalatina seminata dalla metà in diverse cassettine che cresce a vista d'occhio complice la pioggia spiritosa di questo periodo (..lo sapete che l'acqua piovana di primavera è ricca e viva?);
- i primi pranzi in terrazzo insieme durante i fine settimana;
- la prima pattinata di coppia al tramonto nell'immenso parco pubblico;
- le belle novità! Piccole donne che crescono: amiche che si sposano, altre in dolce attesa;
- il successo (con bis e tris) di questo facile dolce anglosassone, ricetta trovata in uno dei libri nuovi.
Buona giornata :)




Ingredienti:

per la base:
- farina integrale: 65 gr
- farina di mandorle: 20 gr
- olio di riso: 50 gr
- sciroppo d'agave: 50 gr
- latte di soia: 27 gr
- bicarbonato: 1/4 di cucchiaino
- sale: un pizzico
- cardamomo: 1/4 di cucchiaino

per il ripieno:
- silken tofu (o yogurt di soia naturale lasciato scolare per 12 ore): 225 gr
- sciroppo d'agave: 120 gr
- limoni biologici: 2
- farina tipo 0: 16 gr
- amido di riso: 16 gr
- sale: un pizzico

Procedimento:

per la base:
in una ciotola mescolate bene tra loro gli ingredienti asciutti (farina integrale, farina di mandorle, bicarbonato, sale, cardamomo). 
In un’altra ciotola raccogliete gli ingredienti umidi (olio, sciroppo d'agave e latte di soia) e miscelateli aiutandovi con una frusta.
Versate la miscela liquida in quella asciutta, mescolando delicatamente con una spatola quanto basta per amalgamarli.
Distribuite l’impasto (livellando bene la superficie con una spatola) su una teglia rotonda di 18 cm di diametro leggermente oliata ed infarinata ed infornate in forno già caldo a 170° C per 10 minuti.
Trascorso questo tempo (anche se la superficie non è  ben cotta, ma si è comunque asciugata e solidificata), estraete la torta dal forno e riempitela velocemente con il ripieno (che dev'essere, quindi, già pronto) livellando la superficie (che deve essere sottile) con la spatola e continuate la cottura a 180° per altri 18-20 minuti finché il ripieno si è solidificato.

Per il ripieno: inserire nel mixer il tofu, lo sciroppo d'agave e le bucce grattugiate dei due limone e miscelare per qualche secondo, finché morbido. Aggiungere il succo dei due limoni e miscelare per qualche secondo. Infine aggiungere la farina e l'amido di riso ed amalgamare sempre nel mixer qualche secondo.
Io preparo prima il ripieno senza aggiungere la farina e l'amido che unisco dopo  mentre la base si sta cucinando.

Lasciare raffreddare prima di servire la torta a fette o in rettangolini (se avete usato uno stampo quadrato).
E' migliore dopo averla conservata in frigo per qualche ora.

(Fonte: The joy of vegan baking - Colleen Patrick-Goudreau)

domenica 21 aprile 2013

Polpette di ceci e tarassaco e purè di cavoletti

Tra le foto impresentabili scattate nel periodo grigio di qualche tempo fa, pur imbacuccata in terrazzo per cogliere tutta la luce naturale possibile, mi sono fatta andare bene questa, visto che con questo andazzo di autocritica ho cestinato belle idee che andavano sicuramente condivise, ..tra queste una buona crostata veg di zucca, replicata più volte, ma quanto a foto non se ne veniva fuori :( 
La ricetta di oggi l'ho presa dalla rivista La Cucina del Corriere di qualche anno fa: la presenza dell'uvetta (che nell'insieme è poca) contrasta con l'amaro del tarassaco, rendendo queste polpette veramente sfiziose!
Buona domenica!



Ingredienti (per 4 persone):

- ceci già cotti e sgocciolati: 300 gr
- tarassaco (o spinaci): 300 gr
- uvetta: 40 gr
- pinoli: 30 gr
- sale, pepe
- aglio
- olio e.v.o.
- pangrattato

Procedimento:

lavate il tarassaco più volte.
In una padella mettete a rosolare l'aglio in un velo d'olio e.v.o.; unite il tarassaco sgocciolato e fate cuocere a fuoco medio-basso ed a tegame coperto per una decina di minuti, finché la verdura sarà appassita. Fate raffreddare e scolare per bene.
Mettere l'uvetta ad ammollare in acqua tiepida.
Frullate i ceci insieme al tarassaco, salando e pepando leggermente l'impasto.
Unite i pinoli e l'uvetta strizzata ed amalgamate con una spatola (devono rimanere interi).
Dovete ottenere un impasto morbido e compatto, se serve aggiungere farina di ceci o pangrattato.
Formare delle polpette e passatele, successivamente, nel pangrattato.
Scaldare in forno già caldo a 180° per 15-20 minuti.

Le ho servite con purè di cavoletti di bruxelles (cavoletti lessati e frullati finemente con un cucchiaio d'olio e.v.o., sale e pepe e pochissima acqua di cottura. Buono!)

mercoledì 20 marzo 2013

Cavolfiore affogato + Good things project #3


Per il piacere di annotare le piccole cose da ricordare, avevo in programma di dedicare la serata del lunedì appena passato a questo post, perché la mia lista rischiava, visto il decorrere del tempo, di passare in dimenticatoio.
Poi, vuoi la pioggia a secchi rovesci che mi ha condannato ben-tre-viaggi-in-bici-su-quattro, vuoi la serata libera di relax resa complice dalle premure della metà, mi sono lasciata fuorviare..

Il mio promemoria, questa volta, inizia (pressapoco) a ritroso, proprio da questo lunedì sera:
- la pizza (buonissima) home-made infrasettimanale (episodio unico e raro per i preparativi e tempistiche che richiede la preparazione con pasta madre, n.d.r.) preparata e-s-c-l-u-s-i-v-a-m-e-n-t-e dalla metà, gustata (rigorosamente con le mani) in divanino con tavolinetto improvvisato ed arrangiato anche se traballante, servita e riverita;
- la sorpresa di una telefonata di un'amica che non vedo da tempo;
- una partita dopo cena a Carcassone con la metà, inaugurando l’espansione ricevuta in regalo a Natale da una coppia di amici..
- ..vincendo!!!
- ricevere in prestito da una collega un fumetto manga (Gosick) che ho iniziato a leggere per capire se il genere si confà con i miei gusti;
- la preparazione di un kit da colazione composto da biscotti e qualche dose di tè verde in foglie per ricambiare il gesto, unitamente alla promessa di insegnarle a giocare a Go, vista la sua passione per la cultura giapponese;
- preparare la mia prima zuppa inglese vegana e ricevere la richiesta di replica (cosa che è avvenuta!);
- scoprire che il vaso di bulbi (immaginavo giacinti) ricevuto in dono da mio papà, riservava la sorpresa della sbocciatura di altri fiori ;
- la lezione di fisiognomica (l'arte di conoscere gli uomini dai tratti della loro fisionomia) una domenica mattina.

La ricetta:



Ingredienti:

- un cavolfiore (o un broccolo)
- 2-3 filetti di acciughe
- una dozzina di olive taggiasche
- uno spicchio d'aglio
- olio extravergine di oliva
- sale e pepe

Procedimento:

tagliare il cavolfiore e dividerlo in cimette; metterlo in un tegame in cui avrete rosolato in olio extravergine d'oliva l'aglio schiacciato.
Bagnate con una tazzina di acqua e cuocete a fuoco moderato, continuando ad aggiungere acqua, tenendo il più possibile la pentola coperta in modo da non far fuoriuscire il vapore e mescolando di tanto in tanto.
Dopo circa mezz'ora aggiungere i filetti di acciuga dissalati e spezzettati, le olive tagliate a metà, il sale ed il pepe e fate insaporire qualche minuto prima di servire ben caldo.

(tratta da 'Talismano del mangiar sano' di Marco Bianchi)



Buona giornata :)

giovedì 28 febbraio 2013

Zuppa di lenticchie e miglio all'arancia + Good things project #2


Faccio un po' fatica ad abituarmi a tutta questa luce fino alle cinque e mezza inoltrate; ..però, indiscutibilmente, la natura si sta risvegliando e questo percepire, ovviamente, non può che giovare all'umore.
Siccome la settimana prossima si inaugura con l'appuntamento dal dentista (..una scemenza, dicono, ma per una fifona.. sapete com'è..) ed immaginando che questo non favorirà affatto lo sviluppo del mio bel progetto, mi accingo a farlo ora prevedendo appunto un bel salto a piedi pari nella percezione di qualsiasi cosa bella della settimana prossima in attesa che lo shock passi..

Mi è piaciuto:
- l'allegro e semiscanzonato aperitivo sabato sera con la metà nel locale che ho eletto come preferito a Treviso -rigorosamente al banco!- e successiva cena alla bio-osteria anche se la serata era gelida, ventosa e piovosa e provare una bella sensazione di piacere in tutto questo
- l'uscita della rivista Cucina Naturale
- la proclamazione all'unanimità della “domenica caccola” che consiste nel passare barricati in casa questa giornata festiva limitando ai minimi termini le faccende domestiche
- ricevere in dono un vaso di bulbi di giacinti preparato con premura da mio papà ed osservare in silenzio giorno dopo giorno la loro crescita
- l'espressione del suo affetto
- compiacermi del risultato del mio primo lavoretto a uncinetto e constatare quanto questo hobby mi piaccia
- il sole e la temperatura mite di questa settimana che mi hanno permesso di riprendere la corsa -anche se con la lingua penzoloni- in pausa pranzo dopo quasi un mese di inattività
- preparare questa zuppa che avevo nella lista dei piatti da provare da un sacco di tempo e sapere che, per l'approvazione della metà, la potrò riproporre altre enne-volte..

Buon inizio marzo..



Ingredienti (per 4 persone):

- lenticchie: 220 gr
- arance rosse biologiche: 2
- miglio: 100 gr
- scalogno: 1
- aglio: 1
- olio extra vergine di oliva: 1 cucchiaio
- sale, pepe
- rosmarino
- semi di coriandolo

Procedimento:

tritate lo scalogno e l'aglio e metteteli a rosolare in una casseruola con l'olio assieme agli aghi di rosmarino tritati e qualche seme di coriandolo macinato al momento.
Dopo circa 5 minuti aggiungete le lenticchie e fate insaporire, mescolando, qualche minuto dopodiché versate acqua bollente fino a ricoprirle abbondantemente.
Proseguite la cottura per circa 20 minuti, aggiungendo altra acqua bollente se dovesse consumarsi  quella presente nella casseruola.
Nel frattempo lavate bene il miglio, scolatelo e lessatelo in poco più del doppio del volume di acqua per 15 minuti con un pizzico di sale, parzialmente coperto.
Versate il succo delle arance, la scorza di un'arancia grattugiata ed il miglio lessato nella casseruola delle lenticchie e continuate per altri 5-10 minuti (aggiungendo altra acqua bollente se dovesse occorrere) o, comunque, finché i  legumi saranno cotti.
Salate e pepate leggermente e lasciate riposare la pentola coperta per 5 minuti.

(Ricetta tratta da "Le ricette dei magnifici 20" di Marco Bianchi)

giovedì 21 febbraio 2013

Tartufi dolci alle carote vegani

Ispirata da "la scatola dei tesori" (takarabako in giapponese), appuntamento settimanale del blog PIANO B che adoro seguire, provo anche io a fare il mio esercizio di gratitudine settimanale, cosa che già faccio nell'introspezione che mi contraddistingue, sperando, pur con discontinuità, di portare avanti questo piccolo progetto di auto-celebrazione. 
Sento sempre troppa gente lamentarsi di qualsiasi cosa e credo che ricordare gli episodi belli del nostro quotidiano e riconoscere i propri successi, anche se invisibili agli occhi del prossimo, sia un bel percepire portatore di un atteggiamento di apertura e benessere.

Ecco la mia lista:
- trapiantare le due prime erbe aromatiche della stagione, seppur con ampio anticipo rispetto al solito, senza fare affidamento ad altri;
- trovare -finalmente!- la cornice adatta ad una bellissima foto di un giglio ricevuta in dono;
- progettare un restauro hand made con effetto vintage alla suddetta cornice senza avere le idee chiare di come fare;
- sabotare per la prima volta la lezione di yoga in combutta con la metà perché troppo stanchi;
- godere, nella stessa serata, di una dose necessaria di relax nel mini divano e dell'atmosfera di raccoglimento che conferisce la nevicata in corso e facendo gli sberleffi ai panni da stirare;
- scoprire questa ricetta e compiacersi del risultato!




Ingredienti:

- carote: 200 gr (peso da crudo)
- sciroppo d’agave: 40 gr
- uvetta sultanina: 70 gr
- farina di mandorle tostata: 50 gr
- farina di cocco disidratato: 10 gr
- cannella: 1 cucchiaino
- cardamomo: 1 cucchiaino
- sale: 1 pizzico

per la copertura:

- cocco disidratato: q.b.

Procedimento:

mondare le carote pelate e tagliarle a tocchetti; cucinarle a vapore per 20 minuti e, comunque, finché tenere.
Far rinvenire in acqua calda le uvette.
Scolare le carote e lasciarle raffreddare, poi tritarle grossolanamente con il mixer.
Aggiungere -nel mixer- lo sciroppo d’agave, la farina di mandorle, il cocco grattugiato, le spezie ed il sale ed amalgamare bene.
Aggiungere, infine, le uvette strizzate ed asciugate, e mescolare a bassa velocità facendo attenzione a non tritarle ed eventualmente aggiustando la consistenza dell’impasto con altra farina di mandorle o, se preferite, cocco se vi sembra troppo morbido.
Mettere l’impasto in frigorifero per 30 minuti per farlo solidificare.
Riprendere il composto di carote e formare con le mani delle palline che rotolerete abbondantemente nel cocco grattugiato.
Mettere i tartufi nei pirottini di carta e conservarli in frigorifero, in un contenitore a chiusura ermetica, fino al momento di servirli.

The world is like a mirror: If you smile at it, it smiles at you.”